VOLUMEzer0.1_P.A.C.2-Polverigi (AN)

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Concorso P.A.C.2

selezione e realizzazione

Polverigi (AN), 2013

 

Arch.Guido Graziani

Arch. Michele Romoli

Arch. Daniela Belleggia

Arch. Manolo Tartari

Arch. Dayla Riera

progetto


Il gruppo IAM continua la sua riflessione critica sul mondo antropizzato attraverso l’installazione VOLUMEZER0.1.

Essa è frutto di un evoluzione delle riflessioni precedentemente rappresentate in VOLUMEZERO ed ha come punto cardine il rapporto tra spazio antropizzato e spazio naturale;

basa le sue radici sulla presa di coscienza che qualsiasi “gesto costruttivo” apporterà delle conseguenze al “mondo naturale” e che, viceversa, il “mondo naturale” si rifletterà e agirà in diversi modi su ciò che è stato generato dall’uomo.

 

…Abbiamo la giusta percezione della natura e dell’importanza che essa ha nel “mondo costruito”?

 

…Siamo veramente coscienti di ciò che facciamo e di ciò che le nostre scelte determineranno?

 

…Può coesistere il rapporto armonioso fra uomo e ambiente?

 

Attraverso un’architettura effimera si vuol definire uno spazio a grandezza d’uomo. All’interno di un ambiente naturalistico, seduti su di una sedia “ingessata” verde in divenire, ci si può fermare ad osservare gli effetti che la natura ha sul costruito.

La persona, pur totalmente immersa all’interno del parco, si ritrova improvvisamente, in un “recinto” fatto di carta semitrasparente, quasi impercettibile. Una seduta completamente bianca al suo interno, apparentemente senza identità, sta per essere ricoperta da un manto di muschio verde riportandola, anche se solo in superficie, ad uno stato naturale.

Questi due semplici elementi, generano uno spazio nuovo che pone l’uomo al centro dell’attenzione, con l’auspicio di emozionare e colpire il visitatore inducendolo alla riflessione e all’attenzione nelle scelte che si troverà a compiere e che inevitabilmente andranno a determinare rapporti più o meno ostili con la natura e l’ambiente che ci circonda.

Accedendo in questo “luogo altro” ci si trova in uno spazio caratterizzato dal colore bianco della carta, dove la vegetazione perde parte della sua cromaticità che la caratterizza; quest’ultima però diviene ombra proiettata sullo schermo di carta, perdendo parte del suo colore ma restando sempre presente.

 

Il recinto di carta si muove con gli alberi che lo circondano acquistando una sua sonorità.

Questo “spazio” fatto di bianco e nero, luci ed ombre e suoni inaspettati viene vissuto dall’uomo che lo attraversa , inducendolo alla riflessione, senza dare risposte alcune sul rapporto fra individuo e natura ma aprendo piuttosto lo scenario a nuovi modi di pensare l’ambiente ed agire in maniera sostenibile.

 

 

VOLUMEzer0.1_P.A.C.2-Polverigi (AN) ultima modifica: 2014-09-15T14:26:06+00:00 da studiocrea